Elena Pugliese

2024, ATTIVARE LE COMUNITÀ ATTRAVERSO PERCORSI DI ARTE RELAZIONALE, docente presso Corso di laurea in Scienze sociali per la globalizzazione, Università degli Studi di Milano A.A. 2024-25

Il laboratorio ha voluto essere l’occasione per gli studenti e le studentesse di fare esperienza di
una metodologia di ricerca-azione, prima esplorando, con l’aiuto dell’antropologa Lucia Portis,
i concetti di comunità, partecipazione e restituzione pubblica, poi entrando nelle pratiche
dell’Arte Relazionale con l’artista Elena Pugliese. Un’esperienza formativa che ha permesso di
sperimentare un’arte che avvia e sostiene processi di trasformazione sociale nelle comunità.

ENOUGH-NESS pausa sonora di Elena Pugliese e 24 studenti. Il laboratorio durato un trimestre si è concluso con Enough-ness. Una breve azione sonora invita a prendersi una pausa e entrare in uno spazio di ascolto condiviso. Musiche, suoni, silenzi, testi scritti e letti, ogni audiocuffia offre l’occasione di camminare ascoltando la forma che ogni studente ha dato al proprio senso di abbastanza. Cosa è per me abbastanza? Una domanda che diventa una via di riflessione sul concetto di Enoughness, ovvero l’attitudine di sentirci abbastanza e quindi anche avere abbastanza, essere abbastanza.
Un tema emerso dal processo artistico di Elena Pugliese, che ha messo in dialogo generazioni x e z, sperimentando insieme esperienze di ascolto e di confronto, a t t r a v e r s o a z i o n i e scritture.

2022, Chiusi Fuori, laboratorio presso Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, con il sostegno dei CPIA1 di Torino

2021, Milano suona, workshop con Lucia Portis, Federica Manfredi, World Anthropology Day, Milano;
2021
, L’attesa, workshop con Doriana Crema
2020, L’importanza del rito in un tempo di straordinario – VIII CONVEGNO SIAA – Società Italiana Antropologia Applicata, Parma
2020, Or ora– una sosta, un tempo, una durata, workshop con Doriana Crema, Neive
2019, Archivio Sonoro Partecipato, in dialogo con Nicole Janigro presso Philo Scuola di Pratiche Filosofiche, Milano. 2019, Archivio Sonoro Partecipato VII Convegno della Società Italiana di Antropologia Applicata, Ferrara
2016Campo largo, tutor per Coorpi, Lavanderie Vapore, Torino

2016Testamento Poetico Univ. la Cattolica di Piacenza in dialogo con Roberto Diodato, filosofo d’estetica
2016, Testamento Poetico Philo – Scuola di pratiche Filosofiche in dialogo con Paolo Jedlowski, Fabio Madeddu, Nicole Janigro
2015, Testamento Poetico Università Cattolica di Piacenza, convegno La Nuova Filantropia, in dialogo con Fabio Madeddu e Mariachiara Tallacchini

Come esperta in metodologia autobiografica dal 2011 conduco laboratori di scrittura autobiografica, sia di base che avanzati.

Nel 2012 ho ideato e condotto il corso di ORTOBIOGRAFIA, in cui l’esperienza diretta in un orto urbano permette di sperimentare la narrazione  autobiografica, secondo un duplice e parallelo percorso. Orto e scrittura hanno un terreno ricchissimo di similitudini.
Il laboratorio  intende illustrare come sia utile e stimolante avvicinare la scrittura autobiografica all’esperienza diretta nella cura di tutte le fasi di un ciclo vitale, dalla semina fino alla raccolta.
Di come le tecniche e i segreti dell’orto diventano  una metafora perfetta ai temi di un percorso autobiografico: le origini, la nascita, gli eventi marcatori, le perturbazioni, la semina, le tracce, l’attesa, fino alla raccolta, a ciò che resta.
Un contatto con la terra che sottolinea i contrasti tra la nostra cultura e la nostra natura.

Dal 2017 conduco workshop di Autobiografia domestica in spazi privati o disabitati.
Il tema è quello della quotidianità. Abitare un luogo vuol dire agire un’esperienza quotidiana. Una serialità di scelte molto personali. Una ripetizione che può guarire come ammalare. L’unica àncora, l’unica cosa certa è la storia personale, che unisce noi al gesto, noi all’oggetto, noi ai riti, compatta, rafforza e sancisce l’unicità.
Si tratta di imparare – per usare un’espressione del sociologo belga Claude Javeau – a “prendere il futile sul serio”. La quotidianità è un processo creativo, nel senso di trasformativo, comprenderla vuol dire comprendere in che modo stiamo al mondo. Tre giorni di azioni e scrittura alla scoperta dell’unicità dei propri gesti, azioni e manie.