Elena Pugliese

Un avventuroso sparire, 2025

UN AVVENTUROSO SPARIRE | AN ADVENTUROUS DISAPPEARANCE
Testo, voce, fischio | Text, voice, whistle: Elena Pugliese
Audio: 2’18’’

a cura di Francesca Comisso
Perspective Galerie | Porto | Paris

 

Il lavoro sonoro nasce site specific per la mostra collettiva THE HOUSE IS A MUSEUM OF DETAILS a cura di Francesca Comisso realizzata all’interno dello storico edificio Palacete Severo di Porto appena inaugurato come Hotel Galleria, sede portoghese della Perspective Galerie di Parigi di Géraldine Banier. La mostra ruota intorno al tema dell’abitare da diverse prospettive, in alcuni casi le opere hanno l’andamento di una narrazione, tra ricordo e immaginario, familiarità e smarrimento (Elena Pugliese)
 

Ho lavorato sulla dimensione fisica e temporale dell’albergo. L’albergo è un luogo non luogo, tra estraniamento e familiarità. Puoi scegliere di esserci come non esserci, in perfetto anonimato. Lo puoi solo attraversare: come arrivi da, torni a. È un avventuroso sparire.

 

Testo in audio

Quando ero piccolo giocavo a nascondino tra gli alberi. Mi dicevano: vai, tocca a te, vai, non ti voltare. Io scattavo, correvo, un albero, avevo solo bisogno di un albero, cercavo con gli occhi il mio albero, ero agile, creavo traiettorie. Un albero dietro cui nascondermi, un albero per me, per farmi albero anch’io, diventare il suo segreto. Un albero custode. Un albero fra gli alberi anch’io. Ero diventato bravo, così bravo che avevo paura di nascondermi troppo bene che poi nessuno mi trova più. E se non mi trovano più? Vai, non ti voltare. 

Zitto, stai dritto. Palmi, guance, cosce, petto, dritto come un fuso col fiato sospeso ero diventato di colpo invisibile, solo il cuore batteva come un pazzo sul tronco. Aprimi, sembrava gli dicesse, fammi entrare. Ero perfettamente mimetizzato, come quelle farfalle che hanno le ali come foglie secche che una volta che si posano non le vedi più. Ero albero nell’albero. Vedevo tutti e nessuno vedeva me. 

 

 

The hotel is a somewhere and a nowhere, between estrangement and familiarity. You can choose to be or not be there, in perfect anonymity. You can just pass through: arriving from or returning to. It is an adventurous disappearance.

Audio text

When I was little I used to play hide-and-seek among the trees. They told me: go, it’s your turn, go, don’t look back. I would sprint, run, a tree, I only needed a tree, I looked for my tree with my eyes, I was agile, I created trajectories. A tree to hide behind, a tree for me, to become a tree too, to become its secret. A guardian tree. A tree among the trees too. I had become good, so good that I was afraid of hiding too well that no one would find me. And if they don’t find me? Go, don’t look back.

Hush, stand still. Palms, cheeks, thighs, chest, straight as a spindle holding my breath, I had suddenly become invisible, only my heart was beating wildly on the trunk. Open up, it seemed to say, let me in. I was perfectly camouflaged, like those butterflies with wings like dry leaves, that once they land, you can no longer see them. I was a tree within a tree. I saw everyone and no one saw me.